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Marijuana light: una risorsa pulita

 

 

La salvaguardia dell’ambiente attraverso l’uso della marijuana light

Una delle questioni più attuali, ormai da decenni è quella riguardante l’ambiente. I social e la coscienza verde di molti, sta fortunatamente evidenziando il problema, creando anche il giusto e doveroso interesse, coinvolgendo un po’ tutti quanti.

Tutti devono sapere che per l’inquinamento, l’effetto serra e la distruzione delle foreste ci sono delle vere soluzioni e non solo dei palliativi. La marijuana light vuole appunto dimostrarlo.

Intendiamoci, non sempre quando parliamo di ambiente, lo si fa in maniera corretta. Come in tutte le cose, anche il fattore “verde” è a rischio spropositi e fake news. Si susseguono dibattiti e convegni, ogni qual volta sembra ci sia la possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili.

Notizie che dopo i primi 5 minuti di notorietà, sembrano finire in un dimenticatoio collettivo, sembrano non interessare più a nessuno. Come nessuno sembra si sia accorto, del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano (ma questa è un’altra storia).

Immaginare oggi un’economia sviluppata come la nostra, che, possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti annualmente per la carta, è davvero difficile da pensare. Di pari passo purtroppo, le montagne di rifiuti delle nostre città, l’effetto serra i continui disastri ambientali di cui giornalmente siamo informati, sembrano essere diventati delle notizie comuni. Un’abitudine, un rituale, una spaventosa realtà che pur essendo sotto gli occhi di tutti, pare impossibile da sconfiggere.

Una speranza verde marijuana light per l’ambiente

Strano a dirsi, pare ci sia una concreta e fondata speranza per affrontare queste problematiche mondiali che stanno progressivamente peggiorando le nostre vite, sotto molti punti di vista.

Se noi di Bellastoria ne stiamo parlando, la soluzione non può essere altro che la marijuana legale. La pianta della canapa è unica al mondo, attraverso la sua coltivazione si possono ricavare materie prime in maniera pulita e naturale. I processi sono economicamente convenienti ed eco sostenibili. Vuoi sapere cosa si potrebbe fare dalla marijuana light?

Tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità…Solo per citare alcune applicazioni.

Come già sappiamo, la canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. Si dice sia stata proprio una pianta di marijuana a dare il via all’agricoltura. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta.

I Fenici, grandi condottieri del Mediterraneo, usavano questa fibra per le loro vele. Anche in Italia, in Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall’epoca romana.

Vediamo dettagliatamente cosa si può ottenere dalla lavorazione della canapa

La canapa può essere coltivata principalmente per due scopi : per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, si possono ottenere fibre tessili (20%), stoppa (10%) e legno o canapolo (70%).

Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l’uso tessile.

Caratteristica importante della pianta di canapa è la sua produttività. Si tratta di una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata. Una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo ad esempio, produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno.

Inoltre, molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa perché, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, liberandolo quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.

Non vi sembra già un buon inizio?

I tessuti di canapa

A chi non piace essere ben vestiti? Ma, parlando di quantità di tessuto, sappiate che un acro di terra, produce circa 500 kg di fibra grezza di canapa, tre volte più del cotone. Ogni kg di canapa, filato rende un filo lungo oltre 700 km. A parità di prezzo gli articoli di canapa sono sempre più richiesti rispetto a quelli di cotone per via della maggiore brillantezza del bianco e per la loro robustezza, assorbenza e durata. Non solo quantità quindi, ma anche qualità. La fibra organica di canapa respira con il corpo ed è biodegradabile. Più isolante ed assorbente del cotone, con una pettinatura maggiore la canapa diventa anche più soffice. La sua capacità super assorbente la rende adatta a fabbricare spugne, tamponi, asciugamani e pannolini. Infine la canapa ha una buona resa anche se mescolata ad altre fibre.

Al contrario del “cugino” cotone, la pianta di marijuana non richiede uso di pesticidi, ed oggi, può essere lavorata in impianti che sostituiscono le lunghe e faticose lavorazioni manuali di un tempo. La fibra della canapa è molto più robusta e dura più a lungo. Attualmente può essere trattata in modo da farla diventare molto sottile e può essere proposta in sostituzione al cotone ed alle fibre sintetiche.

Semi, olio, vernici di canapa

Abbiamo visto l’uso della marijuana light come fibra tessile, ma possiamo ricavare, dalla canapa, anche dei semi.

I semi di canapa contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 %, ed un olio nella percentuale che può variare dal 30 al 40 %. Per il loro valore nutritivo i semi di canapa sono stati proposti come rimedio alla carenza di proteine dei paesi in via di sviluppo.

Le qualità dell’olio di canapa sono eccezionali. Particolarmente ricco di grassi insaturi è ideale per correggere ed intervenire positivamente nella dieta di ognuno di noi, prevenendo le malattie del sistema cardiocircolatorio. Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all’olio di balena. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio. Non vi sembra fantastico?

L’olio di canapa può essere sfruttato per realizzare saponi, cosmetici, cere, detersivi (veramente biodegradabili!).

Carta di canapa

La carta fatta di fibra di canapa ha molte caratteristiche positive. Grande forza ed estensibilità, opacità, resistenza a strappi e lacerazioni, resistenza all’umidità e capacità di mantenere la piega. Pensate, questa particolare ed antichissima tipologia di carta, può essere riciclata sette volte mantenendo sempre lo stesso spessore contro le sole tre volte della carta d’albero.

La carta di canapa dura secoli e persino millenni; la carta di albero ha una vita di soli 25-80 anni e tende gradualmente ad indurirsi, sbriciolarsi, ingiallirsi, deteriorarsi. Tutti difetti ai quali la carta di canapa è immune. Sembra fantasia, eppure tutto questo è davvero così.

Una volta estratta la fibra tessile e dopo aver raccolto i semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa o canapolo. Considerare queste parti solo un semplice sottoprodotto, è un errore che non possiamo commettere. Si tratta infatti di un’altra straordinaria materia prima derivata dalla canapa.

Con la stoppa infatti, ad esempio, si può fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la carta d’uso più corrente: quella di giornale, dei cartoni, ad esempio.

Perchè usare la canapa per produrre la carta?

Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività in massa vegetale. Inoltre, è possibile ottenerla, da un’unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi. Un altro grosso vantaggio della canapa è costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno degli alberi. Le grandi cartiere attualmente utilizzano solo il legname degli alberi. Il processo per ottenere le microfibre pulite di cellulosa e quindi la pasta per la carta, prevede l’uso di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il legno. Questa operazione, costosa ed inquinante, non sarebbe necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra. Per quel che riguarda il legno di canapa, ha bisogno di molto meno acido (meno della metà di quello usato per le produzioni tradizionali) per poter ricavare della pasta di carta. Da considerare inoltre che, sia la fibra che il legno di canapa sono già di colore bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile.

Tuttavia per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli alberi.

Tavole di canapa

Un altro materiale che si ricava dalla lavorazione della marijuana light, sono le tavole di canapa appunto. I fusti della pianta vengono pressati con un collante e si possono fabbricare tavole per l’edilizia e la falegnameria in sostituzione del legno. Si tratta di materiali dotati di grande robustezza, flessibilità ed estrema leggerezza.

La plastica che non ti aspetti

Ebbene si, pesino la plastica, il materiale più inquinante del mondo si può ricreare con l’uso della canapa light. Dalla cellulosa di cui la pianta di cannabis è ricca, infatti, attraverso un processo di polimerizzazione, si riescono ad ottenere svariati materiali plastici pienamente degradabili che avrebbero una serie di usi importanti per imballaggi, isolanti…ad esempio.

Marijuana light come combustibile

La canapa, abbiamo accennato precedentemente, ha un’alta resa in massa vegetale. Viene considerata anche per questo motivo, la pianta ideale per la produzione di combustibili da biomassa in sostituzione dei prodotti petroliferi.

Bisogna sapere che, bruciare combustibili da biomassa invece del petrolio, non fa aumentare l’effetto serra. L’anidride carbonica infatti, viene prima sottratta all’atmosfera durante la crescita della pianta, quindi, restituita all’aria al momento della combustione. In questa maniera la quantità di anidride carbonica dell’atmosfera non aumenta. Contrariamente a quanto appena detto, è ciò che succede con la combustione di idrocarburi fossili.

Cosmetici e medicinali alla canapa

Per quanto concerne i medicinali, si potrebbe tranquillamente scrivere una enciclopedia. Ne abbiamo parlato più volte nel nostro blog. Sono davvero innumerevoli anche le applicazioni nel campo della cosmesi: abbronzanti, creme contro gli inestetismi della pelle, profumi, essenze, tinture; tutte realizzate con l’ausilio della marijuana light.

Altri usi della marijuana light

Abbiamo parlato di quanto possa essere utile l’uso della canapa nella produzione di moltissime tipologie di prodotti. Quella della cannabis è una pianta davvero estremamente versatile, nessun’altra è come lei.

Vogliamo parlare adesso di quali possono essere gli usi della marijuana light, oltre ai già citati impieghi nell’industria tessile, della carta, dei materiali compositi, della medicina e della cosmetica. Ogni giorno si studiano nuove applicazioni e si diffondono usi innovativi (bioedilizia, zootecnia, florovivaismo) in settori nei quali è prevedibile un mercato in forte espansione.

Nella sola U.E. ad esempio, vengono utilizzati per imballaggi circa 6 milioni di tonnellate all’anno di sostanze plastiche, esse potrebbero essere sostituite con polimeri o direttamente con fibre vegetali.

Anche per i materiali compositi, si potrebbero sostituire le attuali 400.000 tonnellate di fibre di vetro, non riciclabili, con la fibra di canapa.

Non va sicuramente trascurato il settore della bioedilizia. Sia come materiale isolante per pareti e solai, ma soprattutto in sostituzione o misto al polistirolo per alleggerire conglomerati cementizi. Non solo in solai, ma addirittura strutture portanti, create con pannelli a base di canapa.

Marijuana light, siamo giunti alla fine

Se è vero che con la canapa si possono produrre tutte le cose elencate sopra (e tantissime altre ancora), come mai le proprietà di questa pianta sono ancora così poco conosciute e così poco sfruttate? Una bella domanda non vi pare…Le risposte potrebbero essere tante, molte sono celate (manco tanto) nei nostri articoli, in più, magari ci potrebbe essere una qualche “leggerissima” pressione da parte di grandi multinazionali che non gradirebbero di ridurre i loro introiti, ma soprattutto nella disinformazione che circonda il mondo della canapa light.

La lunga pausa nella sua coltivazione, ha certamente reso difficile oggi il suo rilancio. Fortunatamente però qualcosa sta cambiando proprio grazie al ritorno dei campi di canapa. Certamente i processi di lavorazione della materia prima devono essere riprogettati ed adeguati ai tempi.

Bellastoria auspica che si possano integrare le informazioni storiche sulla canapa e costruire nuove applicazioni per questa pianta rivoluzionaria che, fortunatamente, da qualche anno sta già suscitando interesse e ricerca da parte di nazioni intere. Pensare alla marijuana light come una possibilità positiva che la natura ci dona per migliorare l’ambiente e la nostra salute, deve diventare il punto di partenza se vogliamo trovare un rimedio valido, veloce e sicuro alla salvaguardia del pianeta. L’alternativa alle plastiche, al petrolio, al disboscamento, c’è, esiste…non pensiate sia arrivato il momento di usarla?

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