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Marijuana light: quali sono gli effetti della canapa legale ?

La domanda più frequente tra quanti si avvicinino al verde mondo della marijuana light

Inutile nasconderlo, la prima domanda che chiunque abbia pensato di approcciarsi al mondo della canapa legale, riguarda appunto la questione marijuana light effetti che questa può avere sulla salute. Incominciamo il nostro articolo cercando di racchiudere insieme un po’ di informazioni generali sulla pianta della canapa legale. Nel nostro blog poi, ci saranno ulteriori supplementi su tutte quante le indicazioni che dareme in questa pagina, per chi volesse approfondire di più determinati argomenti relativi alla marijuana light.

Breve storia della Cannabis

E’ doveroso incominciare il nostro post con un breve accenno storico. La pianta della Cannabis, anche nota come marijuana o ganja, ha origini davvero molto antiche.

Unica nel suo genere, la specie della marijuana è usata sia come fibra che come pianta per lo sfruttamento delle proprietà psicoattive. Dicevamo che si trovano elementi sorici che attribuiscono la coltivazione della cannabis a circa 10 mila anni fa.

A conferma di questa tesi, alcuni reperti trovati in Romania e sull’isola di Taiwan che ne certificano la sua popolarità già da tempi davvero molto lontani.

I Cinesi ad esempio fumavano la marijuana, così come i greci la commercializzavano, addirittura le flotte delle navi Fenici (grandissimi navigatori) la usavano per realizzare le vele delle loro imbarcazioni.

Marijuana light in Europa

L’Europa ha conosciuto la marijuana (all’epoca non c’era ancora la versione light) 4/5 secoli prima di Cristo, prova ne sia che nella città di Berlino, proprio nel cuore quindi dell’Europa, sono state trovate delle tracce di foglie e semi di canapa all’interno di un’urna che si stima potesse essere antica di almeno 2500 anni.

La storia si sa, è densa di corsi e ricorsi, soprattutto su determinate questioni come l’uso della marijuana, già dalla fine del 1500 una bolla papala ne vietava la sua diffusione. In realtà fu un divieto che non ebbe molto successo (diciamo così) perchè si diffuse in maniera davvero estremamente veloce da parte dell’intera popolazione.

A Parigi per esempio, se ne consumava davvero parecchio tra gli intellettuali, scrittori e poeti come Hugo, Dumas, Baudelaire. Per terminare il nostro excursus storico vogliamo ricordare che la marijuana è stata per secoli usata per la stampa delle prime carte, di conseguenza per i primi libri come la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, la Bibbia, nonché per creare le vele che portarono Cristoforo Colombo a scoprire il nuovo mondo.

Com’è la pianta di Cannabis vista dal di fuori

Diamo qualche indicazione dal punto di vista botanico sulla marijuana light. La pianta della canapa fa parte della famiglia delle Cannabaceae. Una famiglia davvero ristretta, visto che è costituiota da due generi solamente: la Cannabis e l’Humulus (il luppolo). E’ appunto dalla cannabis che si possono ricavre delle sostanze allucinogene, come l’hashish e la marijuana. Come detto proprio nella parte relativa alla sua storia, la canapa è una delle fibre più celebri in tutto il mondo.

La Cannabis è una specie floristica a ciclo annuale, ha un’altezza che può arrivare fino ai due metri, ed alcuni esemplari addirittura possono raggiungere e sfiorare i cinque metri.

Le radici della cannabis si dicono di tipo fittonante (si tratta di un elemento principale di grandi dimensioni da cui dipartono diverse diramazioni più piccole). Il fusto della pianta di marijuana è fine ed eretto. Dal fusto ramificato della pianta di canapa passiamo quindi alle sue foglie, picciolate (il picciolo è quella parte che unisce l’estremità della foglia al ramo) costituite da un numero variabile ( tra 5 e 13) di tanti piccoli elementi con un bordo seghettato e dentato.

La pianta della canapa viene definita, inoltre, dioica perché gli organi riproduttivi maschili e femminili (detti: stami e pistilli), sono localizzati su arbusti di sesso diverso.

Le pannocchie racchiudono i fiori maschili (staminiferi) e si trovano in corrispondenza delle ascelle delle foglie. Ogni fiore è formato da cinque tepali, fusi alla base e cinque stami.

I pistilliferi sono invece la parte femminile. Sulla piante della canapa sono raggruppati alla base delle brattee in gruppi da cui hanno origine delle spighe molto corte. Una membrana a forma di calice che avvolge un ovario sormontato da due stili che rappresentano il prolungamento naturale dell’ovario e quindi da due stimmi che sono gli elementi della pianta coinvolti nell’impollinazione.

Soffermandoci un attimo proprio su questo processo riproduttivo della pianta di marijuana light: l’ impollinazione è di tipo anemofila, si compie cioè mediante l’ azione del vento. I fiori invece sbocciano nel corso dell’estate, mentre i frutti della pianta di canapa assomigliano a degli alcheni duri dalla forma ovale, fanno la loro comparsa durante la stagione autunnale. Al loro interno contengono un solo seme e la loro colorazione è un misto tra il marrone scuro, il verde oliva, ed il rossiccio.

Quali e quante sono le varietà di Cannabis ?

Cominciamo col dire che parlando di cannabis, esistono davvero delle ampie controversie su quante siano effettivamente le tipologie di questa pianta. Ci sono studiosi infatti che asseriscono esserci tre specie distinte, mentre per altri esiste, invece, un’unica specie con più varietà. Quest’ultima teoria sulla cannabis parte dal presupposto secondo il quale tutte le piante di marijuana possiedano uguali caratteristiche morfologiche, di sviluppo, chimiche.

La differenza sta nella zona in cui crescono, specificatamente nelle proprietà del terreno, nell’altitudine, ed in molti altri fattori tipici appunto di una determinata zona, rispetto ad unìaltra.

A prescindere comunque dalle discussioni in merito, vogliamo distinguere tre diverse specie:

  • Cannabis Ruderalis: tipica della Siberia e del Kazakistan, luoghi in cui le ore di luce sono molte poche e la fioritura non dipende, perciò, da esse. Sembra quasi un piccolo cespuglio che cresce, molto velocemente, in tutte le direzioni possibili, ma non raggiunge dimensioni elevate (al massimo 95 cm); le foglie quindi strette ed i fiori davvero molto, molto piccoli.

  • Cannabis Indica: arriva da posti come l’India ed il Pakistan. Abituata quindi, a climi più secchi e aridi che ne contraddistinguono la morfologia. Bassa e tarchiata, infatti questa particolare varietà di marijuana ha delle foglie larghe e scure con dei fiori piccoli ed a grappolo.

  • Cannabis Sativa: probabilmente la più conosciuta delle tre varietà, cresce in America in Africa ed Asia. Se non viene potata può tranquillamente arrivare fino a 4, 5 metri d’altezza.
    Frutto di un continuo adattamento alle condizioni atmosferiche di questi tre cdiversi continenti, in particolare al fattore umidità, la pianta appare, meno compatta ed il suo periodo di fioritura si può protrarre anche per quattordici settimane. Le foglie sono grandi ed allungate che ricordano le dita di una mano dal colore verde chiaro.

Principi attivi della Cannabis

La Cannabis o canapa annovera tra i suoi componenti ben 80 cannabinoidi e tra questi vi sono il Cannabidiolo (CBD) e il Tetraidrocannabinolo (THC) che è, senza ombra di dubbio, quello maggiormente conosciuto e ricercato dagli amatori della Cannabis.

Noto anche come delta-9-tetraidrocannabinolo il THC , è concentrato nelle foglie e nel fiore della pianta; è proprio ad esso che sono associati gli innumerevoli effetti psicoattivi che hanno reso la canapa storicamente illegale e che tutt’ora la definiscono come pianta illegale in molti Paesi.

Allo stato grezzo però, la canapa, non contiene THC, ma bensì una sostanza non psicoattiva meglio nota come THCA (acido tetraidrocannabinolico) che, solo nel corso del processo di essiccazione si trasforma in THC. Il calore infatti, si comporta come un catalizzatore ed accelera tale mutamento.

Ma come agisce il tetraidrocannabinoloall’interno dell’organismo? Questa sostanza, si lega ai recettori delle cellule nervose determinando, così, il rilascio di dopamina (comunemente noto come ormone dell’euforia). In base alla concentrazione del cannabinoide, si possono avere effetti diversi che si manifestano entro trenta minuti dalla sua assunzione e possono durare anche più di due ore.

Gli effetti principali sono: una sensazione di euforia, prostrazione, l’aumento dell’appetito, percezioni uditive alterate, il rilassamento nonché il disorientamento nello spazio e nel tempo.
Oltre a questo però, diventa doveroso sottolineare come diversi studi hanno, dimostrato l’efficacia di questa sostanza in campo medico. Può, essere infatti utilizzata con successo per trattare patologie di natura diversa e lenire il dolore ad esse associato.

Andiamo ora a quantificare però il contenuto del THC nelle diverse tipologie di cannabis. Partiamo con la marijuana Sativa, dove il THC si attesta mediamente intorno all’1-2% (in condizioni ottimali può arrivare a toccare punte del 5%), nell’Indica può raggiungere picchi superiori al 25%, mentre nella Ruderalis si registrano percentuali molto basse.

Questi sono i valori naturali presenti nelle diverse tipologie di canapa. Nella marijuana light per definizione, diciamo pure per legge però, la percentuale di THC invece non deve superare lo 0,6%.

Il CBD, cannabinoide non psicoattivo della Cannabis, svolge due duplice funzioni differenti: combatte gli effetti indesiderati che lo stesso produce su battiti cardiaci, temperatura corporea e respirazione e prolunga l’azione analgesica del THC .

Confronto tra effetti indotti dal consumo di THC e CBD

Secondo alcuni studi non c’è correlazione tra gli effetti collaterali di paranoia ed ansia ed il CBD, contrariamente invece il THC li annovera tra i suoi tanti effetti collaterali.

I consumatori di THC accusano degli evidenti segni della psicosi che possono essere combattuti, proprio mediante il CBD che ha poteri antipsicotici.

Delle alte concentrazioni di THC in fine, possono favorire il sonno, mentre ciò non accade se si consumano prodotti con percentuali importanti di CBD perché quest’ultimo agisce in maniera contraria, stimolando la veglia.

Cosa intediamo per marijuana light?

Tutti ne parlano ma cosa è esattamente questa varietà di cannabis leggera, meglio nota come light? La marijuana light è prodotta delle infiorescenze femminili della Canapa Sativa. Vengono selezionate quelle che racchiudono concentrazioni minime di THC (sotto allo 0,2% e tollerata fino allo 0,6%) ed elevate di CBD. Si tratta, perciò di una sostanza non stupefacente, (come si può evincere da quanto fin’ora scritto) che a differenzia da quelle che presentano, invece, alti livelli di Tetraidrocannabinolo e sono, perciò, usate per scopi terapeutici, ameni e illegali.

Visivamente la marijuana light ha lo stesso ed identico aspetto della marijuana (illegale). Solo un’analisi chimica consente, quindi, di discernere la Canapa legale da quella non legale venduta irregolarmente.

La Cannabis light se viene fumata è a tutti gli effetti di legge un illecito! Mentre può essere impiegata in cucina per la preparazione di bevande e alimenti di vario tipo.

Il suo consumo con i vaporizzatori permetterebbe di contenere i rischi associati alla sua combustione.

Secondo la normativa vigente la Cannabis light può essere reperita su tutto il territorio nazionale ma non allo scopo di uso ricreativo. Il 2016 ha riportato in Italia la coltivazione della canapa.

Ci piace a questo punto anche citare che il fenomeno della coltivazione della canapa legale, ha avuto inizio in Svizzera, dove la marijuana legale viene venduta, al posto del tabacco, in confezioni analoghe a quelle che contengono le comuni sigarette.

Normativa sulla cannabis: nel dettaglio

Fino alla seconda guerra mondiale, in Italia si produceva davvero tantissima canapa, era la seconda nazione al mondo (dopo la russia). La realtà contadina legata al mondo della canapa è stata però completamente frantumata perchè si è verificato l’aumento illegale della coltivazione della marijuana legato al traffico di stupefacenti.

La ormai famosa Legge 242/2016 ha mutato radicalmente le cose e ha sancito, infatti, la liceità della coltivazione e della vendita di Cannabis con percentuali del principio attivo, THC, comprese tra lo 0,2 % e lo 0,6% come detto anche in precedenza.

La normativa vigente è tuttavia carente in alcune parti, presenta, infatti diversi vuoti in quanto, allo stato attuale, si rivolge principalmente agli agricoltori.

Sono stati, inoltre, stabiliti i possibili ambiti in cui applicare ed usare la canapa (articolo 2), ma la sua compravendita per uso personale è stata vietata.
Come accennato prima, Fumare Cannabis light costituisce reato ed è perseguibile con una sanzione amministrativa.

Benefici della Cannabis light

La canapa leggera può considerarsi tale, per legge, esclusivamente se:

  • Il valore del CBD in percentuale è al massimo del 4%

  • Il valore del THC ha una percentuale inferiore allo 0,2% (con una soglia di tolleranza fino allo 0,6%)

Abbiamo scritto qualche rigo fa, che la marijuana light si ricava dalla Cannabis Sativa che è stata nel tempo, oggetto, di svariati studi botanici e sperimentazioni al fine di ottenere un prodotto con effetti, praticamente, nulli sulla psiche.
La Cannabis Light si può dividere in due tipologie, diverse tra loro per il contenuto, rispettivamente, più basso e più alto di CBD.

La marijuana legale ad elevato tasso di Cannabidiolo produce degli effetti miorilassanti, antiepilettici, antinfiammatori e antiossidanti. Una sensazione di tranquillità frutto del tasso trascurabile di THC.
Secondo gli studi, il suo consumo non indurrebbe i tanto temuti effetti psicotropi, non causerebbe ebbrezza nè paranoia.

L’alto contenuto di CBD, renderebbe inoltre il prodotto un valido alleato contro l’emicrania, i dolori mestruali ed i fastidi a carico delle articolazioni. Le concentrazioni di THC basse invece, potrebbero favorire lo stato di veglia ed il soggetto rimarebbe quindi vigile.

A quanto fin’ora detto, circa i benefici della marijuana light, va aggiunta una considerazione estremamente importante che riguarda i suoi aspetti positivi.

Gli esperti infatti, asseriscono che gli eventuali benefici andrebbero valutati in maniera diversa, secondo il rapporto esistente tra la sostanza e le caratteristiche dell’eventuale consumatore, ed inoltre in base alle modalità (qual’ora fosse possibile) della sua assunzione.
Tuttavia, essendo i cannabinoidi presenti si, nella pianta, ma, in forma non attiva, non potrebbero provocare alcun effetto sul sistema nervoso.

Gli studi parlano di effetti che, in linea generale, si palesano nell’arco di qualche minuto se il prodotto venisse fumato, mentre in caso di ingestione i tempi risultano essere molto più dilatati. I medesimi hanno, inoltre, una durata variabile: nel primo caso regrediscono entro quattro ore, nel secondo sono, invece, indispensabili fino a quattordici ore.

Rischi e controindicazioni della marijuana light

In virtù della sua composizione, la Cannabis light non presenta particolari effetti collaterali. Non possono, però, essere trascurati i rischi associati alla sua combustione e tra questi si annoverano disturbi a carico dell’apparato cardiovascolare e respiratorio e neoplasie.
L’abuso di quantità elevate di CBD non è sicuramente consigliato alle donne in stato interessante perché pare possa ripercuotersi negativamente sulla placenta, inficiandone la funzionalità.
La Cannabis light associata al tabacco pare possa indurre nel soggetto una forma di dipendenza nota come tabagismo.

Nel caso di guida di veicoli infine, il Cannabidiolo (CBD) ha effetti trascurabili sulle capacità di guida, ma nella marijuana legale sono, comunque, presenti alcune tracce di THC che possono essere rilevate nel corso di un controllo; l’individuo può, perciò, risultare positivo al test ed essere dichiarato inabile alla guida.
L’assunzione di Cannabs light è, invece, da evitare in caso di disturbi cardiaci e/o respiratori.

Cannabis ed allucinogeni capiamoci di più

C’è ancora molta ignoranza sul mondo della marijuana light, tanto da attribuire effetti allucinogeni alla cannabis. Niente di più sbagliato, parliamo infatti di una pianta (la canapa) che non appartiene alla famiglia degli oppiacei e degli allucinogeni.

Questi infatti derivano dagli alcaloidi dell’oppio che sono, a loro volta, contenuti nella resina (oppio) che si estrae dal papavero sonnifero. La morfina, la codeina, gli alcaloidi semi-sintetici, come la nota eroina, e gli oppioidi (prodotti sintetici delle lavorazioni in laboratorio) sono questi i prodotti che sono di tipo allucinogeno.
Essendo (come abbiamo ripetutamente descritto) l’origine delle due sostanze , assolutamente diversa, nello stessa maniera sono diversi gli effetti provocati.

Le allucinazioni che offuscano la mente sono scatenate da droghe psichedeliche (LSD, funghi magici, ecc…). perché rilasciano i cosiddetti agenti serotoninergici, sostanze si legano ai recettori della serotonina (neurotrasmettitore che invia segnali al cervello) favorendo o inibendo, così, la trasmissione dei messaggi all’encefalo.

La Cannabis non ha tra i suoi componenti alcuna sostanza serotoninergica e non provoca, quindi alcuna allucinazione.

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